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"Una donna" di Sibilla Aleramo: il femminismo in Italia

All’inizio del XX secolo, l’Italia è un Paese in rapido sviluppo: la società tradizionale, dominata da valori patriarcali, si scontra con le prime istanze di rinnovamento e la rivendicazione dei diritti civili e sociali delle donne. È in questo clima che nasce il movimento femminista italiano: la donna, vista principalmente come madre e moglie, comincia a slegarsi da ruoli marginali e privi di autonomia, ma la partecipazione alla vita politica fa emergere che la libertà è ancora appannaggio di pochi e le disparità di genere sono radicate nella cultura e nelle istituzioni.

femministe italiane del primo '900
Femministe italiane del primo '900
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Una donna, una vita: autobiografia di conquista

In questo contesto, il movimento femminista italiano acquista una delle voci più all'avanguardia del panorama letterario dell'epoca: Rina Faccio, conosciuta in arte come Sibilla Aleramo, la quale - con il suo romanzo Una donna scritto tra il 1901 e il 1904 e pubblicato poi nel 1906 - riporta le proprie esperienze e aspirazioni, rappresentando un’intera generazione di donne desiderose di cambiamento.


Ritratto fotografico in bianco e nero di Marta Felicina Faccio (detta Rina) in arte Sibilla Aleramo
Marta Felicina Faccio (detta Rina) in arte Sibilla Aleramo

L'opera, in parte autobiografica, apre una nuova fase di denuncia contro le violenze e le discriminazioni subite dalla controparte femminile; attraverso la sua storia, Aleramo racconta la vita di una donna che si ritrova imprigionata in una quotidianità di abusi e lotta contro le convenzioni sociali e le proprie paure. Con il pretesto della stesura di un diario personale, lo stile della scrittrice veicola le sue emozioni in modo viscerale e sincero, la narrazione mette in evidenza il desiderio di autodeterminazione della stessa autrice.


"Amare e sacrificarsi e soccombere! Questo il destino suo e di tutte le donne? [...] Compresi per la prima volta tutto l'orrore della mia solitudine, sentii il gelo de' miei vent'anni privi d'amore, e piansi un lungo pianto desolato e selvaggio, cessato il quale seppi la misura della mia miseria."

Sibilla Aleramo, Una donna, 1906.


Aleramo descrive un percorso di crescita segnato dalla ribellione contro le imposizioni di un mondo maschilista; la protagonista si oppone alle regole del padre e della madre, iniziando a lavorare e adattandosi al progresso sociali dell'epoca, sposandosi con un uomo che la famiglia disapprova, a causa del quale rimane successivamente delusa ed intrappolata in un matrimonio violento e privo di amore.

Dopo un tentativo di suicidio, la donna riesce a distaccarsi dalla famiglia, pur soffrendo per la lontananza dal figlio, e si emancipa attraverso la cultura, la conoscenza e l’arte, rifiutando le catene dell’oppressione patriarcale, viaggiando e scrivendo.

Una donna è un testo politico e sociale che analizza le radici del femminismo italiano: la scrittura di Sibilla Aleramo evidenzia quanto, nonostante il nuovo secolo abbia portato cambiamenti radicali, le strutture sociali impediscano alle donne di realizzarsi pienamente; l'opera diventa allora un atto di rivolta, mezzo di consapevolezza collettiva. Una donna ha, inoltre, il merito di aver introdotto per la prima volta la parola “femminismo” nel lessico letterario italiano, grazie ad un personaggio femminile che rompe con l’iconografia consueta, cosciente di sé come soggetto portatore di bisogni e di desideri e non come mero oggetto di piacere.


"Era in quello scritto la parola femminismo. E quando la vidi così, stampata, la parola dall’aspro suono mi parve d’un tratto acquistare intera la sua significazione, designarmi veramente un ideale nuovo."

Sibilla Aleramo, Una donna, 1906.


Sibilla Aleramo nel suo studio, inizi '900
Sibilla Aleramo

Il romanzo riesce a creare un nuovo modello per le giovani ragazze, frustrate dalla rigidità dei ruoli in cui vengono costrette fin dall'infanzia, ma anche per le generazioni precedenti, narrando di maternità in modo positivo e costruttivo, senza però ridurre completamente la donna ad una genitrice. La protagonista descritta da Aleramo parla liberamente della sua sessualità e desiderio carnale, del suo matrimonio fallito e della ricerca di un'indipendenza che, seppur dolorosa, ritiene necessaria, arrivando a trattare tematiche come separazione e divorzio ben prima che quest'ultimo fosse legale.


"Ed ero più che mai persuasa che spetta alla donna di rivendicare sè stessa, ch'ella sola può rivelar l'essenza vera della propria psiche, composta, sì, d'amore e di maternità e di pietà, ma anche, anche di dignità umana! [...] Perchè nella maternità adoriamo il sacrifizio? donde è scesa a noi questa inumana idea dell'immolazione materna? Di madre in figlia, da secoli, si tramanda il servaggio. E' una mostruosa catena."

Sibilla Aleramo, Una donna, 1906


Il contesto ostile e l’eredità di Una donna

copertina del romanzo Una donna di Sibilla Aleramo (1906)
Frontespizio di Una donna.

Come abbiamo visto, Una donna si inserisce nel contesto di un movimento emergente che si concretizza con associazioni, riviste e iniziative volte a promuovere i diritti delle donne, tra cui il diritto all’istruzione, al voto e alla partecipazione alla vita pubblica. Sibilla Aleramo è una figura monumentale nella letteratura italiana femminile e femminista, eppure il suo talento artistico e narrativo viene spesso eclissato dal suo stile di vita considerato “scandaloso”: così come in Una donna, la scrittrice abbandona il marito e i figli, si sposta frequentemente di città in città - da sola - e intrattiene numerosissime relazioni sentimentali, mantenendosi grazie alla sua arte. Ad oggi è quasi sempre ricordata come “la compagna di” e il suo nome raramente appare separato da quello dei partner poeti, primo tra tutti Dino Campana.

Non si possono poi tacere le difficoltà e le incomprensioni con, più di una volta, specialmente agli albori del '900, Aleramo si scontra: le case editrici Treves e Baldini & Castoldi rifiutano di pubblicare il suo libro perché "troppo sconveniente", proibizioni a cui sicuramente i colleghi uomini non sono abituati. Ancora oggi, il testo rimane, infatti, fondamentale per comprendere le radici del femminismo italiano, la sua forza risiede nella capacità di mettere in discussione i valori tradizionali e nell'aver dato il buon esempio per le autrici postume, scrittrici e poetesse, impegnate sul fronte della parità di genere o anche lontane da qualsiasi coinvolgimento militante, che portano portato avanti fino a oggi il punto di vista femminile su sé stesse, sul rapporto di coppia e sul mondo. Una donna rappresenta un gesto di attivismo culturale che ha contribuito a plasmare l’identità di un movimento in continua evoluzione, la sua lettura ci invita a riflettere sul percorso di emancipazione delle donne e sull’importanza di continuare a lottare.


"Non sono più tornata laggiù. Non ho più rivisto mio figlio. Il presentimento oscuro non falliva. Ed è per questo che scrissi. Le mie parole lo raggiungeranno."

Sibilla Aleramo, Una donna, 1906




MF




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