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Il Friendship book di Anne Wagner: l’antenato dello scrapbook

10 minuti fa
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Tra il 1795 e il 1834 una ragazza di nome Anne Wagner conserva il suo Friendship book: un quaderno rilegato che raccoglie annotazioni, poemi d’occasione, citazioni, dediche di amiche, minuziosamente curato e abbellito da illustrazioni ad acquerello; occasionalmente si trovano anche trecce di capelli. Il suo album funge da cronaca della vita gioiosa e agiata in famiglia. Il Friendship book potrebbe essere considerato l’antenato dello scrapbook per via della commistione di vari media in ogni pagina, nel quale persone a lei care contribuiscono ad arricchire il suo diario tessendo memorie della loro amicizia. Quello di Wagner è uno dei primi e più influenti dei cosiddetti alba amicorum, di origini tedesche, poi diventati celebri nell’Inghilterra vittoriana. Nella Germania cinquecentesca gli studenti universitari usavano scambiarsi dei piccoli libri, che raccoglievano dediche da parte di colleghi, iscrizioni autografe di professori, dipinti in miniatura. In questo modo si creava una fitta rete tra lo studente in viaggio e chiunque volesse tenere traccia del loro rapporto d’intesa. 


Copertina del friendship Book
Copertina, Memorials of Friendship, Anne Wagner, 1795

Anne Wagner e il talento precoce di sua nipote Felicia


Il diario di Anne Wagner è stato ritrovato nella collezione personale del banchiere americano Carl H. Pforzheimer e reso accessibile al pubblico dalla New York Public Library. Della proprietaria di questo particolare diario si sa poco. Anne Wagner nasce nel 1771 a Liverpool, in Inghilterra, in una famiglia di mercanti altrettanto poco documentata, se non in questo album. Assidua collaboratrice è sua nipote, Felicia Dorothea Browne, poi conosciuta come Felicia Hemans dopo il matrimonio. Nell’Inghilterra romantica, Browne è stata una delle scrittrici più prominenti del suo tempo, pubblicando la sua prima raccolta poetica all’età di quattordici anni. Le sue pagine nel Friendship book sono quelle più colorate, che vedono, accanto a tenere dediche, la messa in atto di differenti stili creativi. 


Pagina con dedica di Felicia
Pagina con dedica della nipote Felicia

Per esempio in questa pagina leggiamo: 

Anna, possa ogni Beatitudine essere tua, | che il profondo Affetto possa donare! |E possano l’Amore e la Sincera Empatia unirsi | Per confortarti, nell’ora del Dolore, | e possa la serafica Speranza liberarsi intorno a te, | e una sorridente Pace accompagnare il tuo cammino. [Felicia, all’età di dodici anni]¹. 

Scena di pesca incorniciata
Conchiglie colorate che incorniciano una scena di pesca ad acquerello

Il corallo ー in basso a sinistra della dedica di Felicia ー si configura come elemento marino ricorrente, un filo rosso che collega una gran varietà di pagine del diario. Tante altre conchiglie, disegnate o incollate al bordo della pagina, la incorniciano e la arricchiscono notevolmente. Si instaura così un parallelismo tra la pratica di collezionare ricordi e quella di collezionare conchiglie.


Ciocche di capelli e legami eterni: il valore dei keepsake


Questa è una delle pagine più dense di significato: parole d’affezione, coralli e capelli si incrociano tra di loro come pegno di affetto duraturo. All’epoca, regalare una propria ciocca di capelli ー detta hair keepsake ー era una tradizione molto usuale e sentita. Nel luglio del 1803 Elizabeth Venables incolla la propria ciocca e scrive: “Sebbene il tempo cambierà la tonalità delle mie trecce, e vi cospargerà sopra argentei onori; io, senza mai cambiare, continuerò a pensarti”². A contrasto con la materia biologica, che deteriorerà con il passare del tempo, si pone il sentimento saldo e incorruttibile della loro amicizia. Infatti, contribuire alla creazione di questo diario significava rafforzare il sentimento, una sorta di congiunzione del sodalizio amicale, tra chi decorava la pagina e la destinataria.


Dedica di Elizabeth Venables
Pagina con dedica e 'hair keepsake' di Elizabeth Venables

Breve storia delle origini dello scrapbook: dalle bibbie di famiglia al kit creativo di Marielen Christensen


Negli ultimi anni la pratica dello scrapbooking sta riscuotendo enorme successo e si presenta come una delle tante forme di digital detox. Tanti hanno trovato ristoro nel collezionare per creare una "contro-direzione", fermare il flusso del futile e del dimenticabile. Souvenir, biglietti del treno, note d’amore, scontrini del bar diventano pezzi che vale la pena recuperare e fissare per sempre sulle pagine del proprio diario. 


Per andare all’origine di tutto questo è necessario fare un passo indietro nei secoli, quando si iniziò a voler tener traccia delle proprie vite, dei posti visitati, di incontri significativi. Nel Quindicesimo secolo, con l’invenzione della stampa, nelle bibbie di famiglia si usava inserire tra le pagine del volume i cosiddetti "scraps", ovvero ritagli di giornale, biglietti da visita, assieme a preghiere, promemoria, rimedi medicinali.  Altrettanto celebri, in maniera particolare durante il Rinascimento, erano i commonplace book: taccuini contenenti lettere, passi d’autore, ricette, informazioni utili da ricordare; il loro era un valore meno individuale, piuttosto comunitario.


Scrapbook di Marielen Christensen, 1976
Estratto originale di uno degli scrapbook di Marielen Christensen, 1976

Nel 1873 Mark Twain capitalizza l’idea dello scrapbooking e brevetta il suo scrapbook adesivo con pagine precedentemente trattate, rendendo l’album facilmente compilabile. Dopo un breve momento di decrescita, la pratica ritorna in voga intorno agli anni ‘80, quando Marielen Christensen, in occasione della “World Conference on Records” ー evento dedicato alla ricerca e alla ricostruzione delle proprie origini genealogiche ー decide di mettere insieme 50 volumi della storia della sua famiglia, colmi di scraps che aveva collezionato nel tempo. Nel 1976 Christensen crea il primo kit ufficiale e inaugura il suo negozio, diventando la pioniera dello scrapbook moderno.  


Lo scrapbooking è una pratica prevalentemente femminile? 


Attività come lo scrapbooking, il journaling e altre forme di scrittura personale non sono dei semplici passatempi creativi, ma veri e propri strumenti di espressione intima. Queste impongono di riconoscere, rendersi consapevoli, nominare ciò che si prova, tentando di darne forma scritta e visiva. Tutto ciò spiega anche la scarsa diffusione dello scrapbooking nel pubblico maschile. La difficoltà di molti uomini nel manifestare le proprie emozioni è la conseguenza diretta di una cultura patriarcale entro cui la vulnerabilità è stata associata a debolezza, mancanza di virilità. Negli ultimi tempi, anche grazie ai social media, la tendenza si sta invertendo. Infatti, molti ragazzi si stanno avvicinando con curiosità a queste pratiche, ma la strada è ancora lunga: sono tanti i limiti, impliciti e nascosti.


Storicamente, l’accesso a questa forma di cura della propria emotività è stato fortemente condizionato dai ruoli di genere. A questo proposito, nel 1997, il ricercatore e accademico Russel W. Belk e la sociologa Melanie Wallendorf, in The material culture of gender, the gender of material culture, esaminano la relazione tra genere e pratica del collezionare. Il loro focus è l’oggetto collezionato e il ruolo che esso ha nella vita di chi lo conserva. Nel volume citato si legge: “Collezionare può essere vista come un’attività produttiva, e all’interno dell’ideologia patriarcale, produrre è un’attività maschile”. Alla fine dell’Ottocento, gli uomini erano considerati i “veri collezionisti", mentre le donne erano percepite come fruitrici di beni, mere acquirenti. Stereotipicamente il collezionismo maschile si collega a tratti quali competizione, aggressività, voglia di potere; al contrario, la donna riserva cura, creatività, protezione nell’atto di raccogliere oggetti. Gli uomini tendevano a cercare l'esaustività della serie e la rarità del pezzo. Le donne privilegiavano il valore affettivo dell'oggetto: lettere, fiori essiccati, foto ed elementi scolastici permettevano loro di concentrarsi sul principio relazionale dell'album una volta terminato. 


Tuttavia, al di là di dinamiche di genere, il valore autentico dello scrapbooking risiede anche nella sua capacità di mantenere vive le relazioni umane. Ancora oggi, il Friendship Book di Anne Wagner ci fa comprendere l’intensità, il potere profondo della pratica del collezionismo legata alla scrittura: non si tratta di una moda passeggera, ma significa tenere traccia materiale dei nostri affetti più cari e imprimere su carta memorie incorruttibili

¹Anna, may ev’ry Bliss be thine, | That fond Affection can bestow! | And Love, and Sympathy combine, | To soothe thee, in the hour of Woe; | And seraph Hope, around thee play, | And smiling Peace attend thy way! | Felicia aged twelve.

² Tho’ time shall change my tresses’ hue, | And silvery honors o’er them strew; | I still unchang’d shall think of you.

e.r.n.


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