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Costruire un festival musicale: i dieci anni di Diluvio

Il Diluvio Festival, giunto nel 2025 alla sua decima edizione, è un festival artistico organizzato da un gruppo di giovani ragazzi e ragazze del territorio bresciano, facenti parte dell’associazione di volontariato senza scopo di lucro Diluvio, nata nel 2016. Come sottolinea la sua presidente, Elena Pagnoni:

“Diluvio è il nostro modo per condividere tutto quello in cui crediamo, i nostri valori, ma anche portare nella nostra provincia quello che ci piace: un certo tipo di musica e un certo modo di stare insieme.”

Il festival si svolge in provincia di Brescia, a Ome, nel borgo del Maglio: un luogo incontaminato all’interno del quale si cerca di ridurre al minimo l’impatto ambientale. Una tra le iniziative, ad esempio, è la scelta di raccogliere in un unico punto i rifiuti prodotti dal festival, invece di distribuire i punti di raccolta, per far sì che niente venga disperso o gettato nel contenitore errato.


“Abbi cura”: ripartire dalla comunità

La dedizione indirizzata alla buona riuscita del festival è ben riassunta dallo slogan dell’edizione 2025 “Abbi cura”: non solo del paesaggio o della natura, ma anche di noi stessə e delle persone a noi vicine. Il concetto di cura è centrale in ogni aspetto del festival, dall’attenzione alla comunità che lo crea e rende vivo, alla progettazione degli spazi e delle attività. Questo perché, rimarca la presidente, “Vogliamo che la cura sia il nostro modo di stare insieme, una pratica collettiva e trasformativa che può generare connessioni e relazioni uniche e un forte senso di appartenenza.”

Diluvio festival musicale indipendente Brescia Ome

Avere cura significa anche permettere al territorio e alla comunità di beneficiare del progetto Diluvio; a tal proposito, è stato garantito diritto al biglietto gratuito ai residenti del comune di Ome, biglietto ridotto a chi non ha ancora compiuto 25 anni e a offerta libera per chi è over 65. Cura significa, inoltre, dare la possibilità alle persone di campeggiare gratuitamente nella zona del festival, per godersi tutti gli spettacoli senza mettere in pericolo la propria incolumità tornando a casa tardi la sera.

Ricerca, qualità e visione: il suono di Diluvio

Per quanto riguarda il lato artistico, sui palchi Narvalo e Luna viene dato grande spazio a tutti i generi musicali, ma soprattutto ad artisti emergenti, che una volta passati dal festival hanno poi riscosso grande successo, come Emma Nolde, Okgiorgio, Giorgio Poi e Tutti Fenomeni. Il festival mischia volutamente generi e sottogeneri diversi, cercando al contempo di bilanciare tra di loro qualità musicale, ricercatezza e sostenibilità economica, il che comporta uno studio accurato e continuo della scena musicale (italiana e non).

Oltre la musica
Diluvio festival musicale indipendente Brescia Ome

Diluvio non è però solo musica: attorno ai due palchi vengono organizzati workshop e talk, stand culinari (tutti rigorosamente vegani), laboratori per i più piccoli e le più piccole e mercatini artigianali a cura di realtà locali. 

Diluvio è, inoltre, un documentario – prodotto nel 2024 e diretto da Mattia Bosio – e ancora prima una zine, un piccolo giornale autoprodotto che raccoglie l’essenza del festival.


Costruire un festival indipendente

Tutta l’organizzazione e la realizzazione del festival non sarebbero possibili senza il coinvolgimento di quasi 100 volontari e volontarie che decidono di mettere a disposizione le proprie abilità e il proprio tempo per la sua riuscita, che si tratti di montare i palchi, preparare il cibo nei vari stand, assemblare le scenografie o vendere i biglietti.


Purtroppo, non è tutto rose e fiori: come ormai capita a molti festival, soprattutto se piccoli, anche Diluvio ha vissuto lo scorso anno un’edizione negativa dal punto di vista economico, soprattutto per gli alti costi che comporta un festival indipendente. Questo, tuttavia, non ha scoraggiato le organizzatrici e gli organizzatori, che si sono messi subito all’opera per raccogliere i fondi necessari a far partire la macchina dell’edizione 2026.


Chiunque volesse contribuire alla costruzione del festival, può partecipare alla raccolta fondi avviata dall’associazione sul sito Produzioni dal basso.


m.m.


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